No alla comunione per i gay dichiarati
Costume - 08 Febbraio 2010- 00:43
Lo ha riferito l’ex vescovo di Pistoia ad un sito cattolico tradizionalista. Dure le reazioni dalla comunità gay

di Elisabetta Amodeo - Ad affermarlo sarebbero i Testamenti. A ribadirlo è l’ex vescovo di Pistoia Simone Scatizzi: “La pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa, e nessuno è in grado di contraddire questo precetto”. Le dichiarazioni di Scatizzi sono state riportate dal sito catto-conservatore Pontifex Roma. Il prelato adesso in pensione ha poi precisato che, anche se è vero che “l’omosessualità in quanto tale è un disordine (…) in ogni caso con gli omosessuali è necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla terra nessuno è autorizzato ad emettere sentenze”. Certo questo non vale per coloro che sono apertamente dichiarati e che proclamano con fierezza la loro omosessualità. In questo caso, ha spiegato Scatizzi “le cose cambiano un tantino: da pastore sono obbligato, sempre in linea generale, a rifiutare la comunione. Certo se si presentano davanti a me non posso dire di no, e non per buonismo” perchè “non so se questi possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita”. I gay vengono accomunati ad altri peccatori quali i divorziati “ma non per una cattiveria della Chiesa e i divorziati mai deono sentirsi emarginati o esclusi dalla comunione della Chiesa, ma esiste una oggettiva situazione incompatibile con il sacramento e la sua amministrazione”, ha precisato l’ex vescovo. Fortissime le reazioni della comunità omosessuale che ha fatto sentire la propria voce specialmente on line attraverso blog e community networks. L’ex parlamentare Franco Grillini commenta: “La Chiesa cattolica discrimina gli omosessuali (…). Oggettivamente il Vaticano è in cima alla lista di chi propaganda l’omofobia”. Il presidente dell’arcigay Aurelio Mancuso aggiunge: “Oramai la strategia offensiva e discriminatoria del Vaticano è chiara: fare dire le cose più orribili a vescovi in pensione sul sito Pontifex, emanazione dei lefebvriani, per attaccare la dignità delle persone omosessuali”. Lo stesso sito aveva intervistato solo dieci giorni fa l’ex vescovo di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, mentre definiva l’omosessualità una “pratica aberrante”.


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