Esteri - 03 Settembre 2010 - 11:14
Francia, Ue indaga su deportazioni
Dopo un primo rapporto preliminare, non divulgato, la Commissione Europea sta verificando se sono state rispettate le norme comunitarie nelle espulsioni di Gitani dalla Francia



di JUNIO ROMANO GULINELLI. Le espulsioni massive di migliaia di Gitani in Francia, portate avanti dal presidente Nicolas Sarkozy sono diventate il caso europeo che tormenta i rapporti internazionali su diversi fronti. “La Commissione Europea ha richiesto maggiori informazioni alle autorità francesi per verificare in che modo si stanno applicando i regolamenti comunitari”, secondo quanto ha spiegato ieri Matthew Newman, portavoce della vicepresidentessa della commissione  Viviane  Reding, responsabile della giustizia dei diritti fondamentali e della cittadinanza. Bruxelles sta cercando di comprovare se effettivamente sono state effettuate espulsioni individuali, come regolamentato dalle norme europee, o se si tratta di deportazioni massive di persone per la loro appartenenza all’etnia gitana. Barroso si recherà Lunedì in visita presso il mandatario francese per analizzare le espulsioni.  “Non si caccia nessuno solo per essere gitano”, ha affermato il presidente dell’Eurocamera.  Ad Agosto le autorità francesi hanno espulso un totale di 979 cittadini rumeni e bulgari e smantellato un centinaio di accampamenti.  Dall’inizio dell’anno più di 8.000 europei di origine rumena o bulgara di etnia gitana sono stati espulsi dalla Francia. Circa 10 milioni di gitani vivono in Europa, principalmente in Romania, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Serbia. Il Parlamento europeo ha inoltre aperto un secondo fronte nel conflitto tra UE e Parigi convocando un dibattito sulla “situazione della popolazione gitana in Europa” per il prossimo Martedì a Strasburgo. Il presidente dell’Eurocamera, Jerzy Buzek ha dichiarato che “tutti i cittadini europei hanno gli stessi diritti all’interno dell’Unione Europea e nessuno può essere espulso da un paese solo perché appartiene alla minoranza gitana”. Il presidente ha poi anche precisato che “tenendo presente che abbiamo bisogno di migliorare l’integrazione sociale delle comunità di gitani, dovremmo evitare qualsiasi tipo di discriminazione retorica  nella discussione sopra questo tema. La Commissione ha già elaborato un rapporto preliminare sulla situazione dei gitani in Francia, presentata dalla commissaria alla Gustizia, Viviane Rweding, ai suoi colleghi in una riunione di Mercoledì scorso. Il rapporto, che Bruxelles non ha voluto rendere pubblico affermerebbe che “la Commissione sta cercando informazioni dettagliate per stabilire se le garanzie richieste sono state rispettate”. Il portavoce Mattew Newman ha avvertito che il rapporto “era di carattere preliminare e non conteneva conclusioni perché si stanno aspettando altre informazioni”. Il presidente dei socialisti europei, Martin Schultz, ha criticato la mancanza di trasparenza della Commissione rimproverandole di non aver reso pubblico il testo. “Un comportamento sorprendente”, ha detto, “per chi si occupa della difesa dei diritti fondamentali”. Per oggi è prevista una nuova riunione tra gli alti funzionari della commissione e l’amministrazione francese per contrastare i dati e i criteri legali applicati. Parigi ha assicurato che non si è trattato di espulsioni forzate ma di persone che hanno beneficiato di aiuto per un ritorno volontario. Quelli che hanno accettato di andar via hanno infatti ricevuto 300 euro più 100 Euro per ogni figlio a carico. Bruxelles dubita della volontarietà delle espulsioni e sta chiedendo conferme se le persone rimpatriate conservano comunque il diritto di tornare in Francia come stabilito dal trattato sulla  libertà di circolazione dei cittadini. Le autorità rumene hanno assicurato che nessuno dei cittadini espulsi aveva precedenti penali o processi in sospeso con la giustizia. Il segretario di Stato agli affari Esteri della Romania, Bogdan Aurescu, ha inoltre accusato Parigi di aver contraffatto le cifre sulla criminalità dei deportati per “impressionare l’opinione pubblica”.




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