Economia - 07 Agosto 2007 - 00:00
BENZINA: CATRICALA’ RICHIAMA LE COMPAGNIE
Il presidente delll’Antitrust: "rendere piu’ efficiente il servizio e ridurre il costo"



"Le compagnie hanno margini per rendere più efficiente il servizio e ridurre il costo" dei carburanti. E’ quanto spiega il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, all’ANSA. Il Garante ricorda che l’Antitrust ha già avviato un’istruttoria proprio per stabilire l’esistenza o meno di un cartello dei prezzi fra i petrolieri. I quali, dal canto loro, hanno presentato alcuni impegni volti a migliorare la concorrenza sul mercato. Ecco i principali passaggi del dossier:

Aperta lo scorso 18 gennaio, chiama in causa tutto il gotha delle compagnie petrolifere italiane che, almeno dalla "fine del 2004", avrebbero posto "in essere meccanismi collusivi nella determinazione del prezzo consigliato dei carburanti alla distribuzione, attraverso continui scambi di informazioni". Secondo il Garante, le nove compagnie hanno tutte contribuito a creare un mercato "caratterizzato da un equilibrio non concorrenziale, con rilevanti barriere all’ingresso".

Vengono presentati tutti insieme, il 23 aprile scorso, i ’rimedi’ da parte delle nove società coinvolte. Da parte di quasi tutti i soggetti, c’é la volontà di "promuovere la modalità self-service" con degli sconti rispetto al rifornimento standard. Caratteristica costante negli impegni delle compagnie, anche l’apertura alla grande distribuzione e all’utilizzo delle proprie strutture da parte di terzi.

Le proposte dei petrolieri sono attualmente nella fase di market-test, durante la quale tutti i soggetti interessati, in particolare ad esempio le associazioni dei consumatori, possono presentare le proprie osservazioni. Il termine ultimo per la presentazione delle considerazioni è il prossimo 14 settembre.

Il procedimento di valutazione degli impegni deve concludersi entro il 16 novembre 2007. A quella data, quindi, i petrolieri sapranno se l’Authority accetterà o meno le loro proposte e, in caso affermativo, saranno vincolati ad adottarle. In caso di infrazione le compagnie rischiano una sanzione fino al 10% del loro fatturato.





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