Politica - 03 Settembre 2010 - 12:37
Processo breve, Berlusconi: non tratto
Alfano è salito al Quirinale per illustrare le modifiche al testo, ma Napolitano non gli avrebbe dato nessun via libera

Sul processo breve, il premier Silvio berlusconi non è più disposto a trattare con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e ha dato mandato al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di sondare il terreno con il Quirinale. Il Guardasigilli avrebbe illustrato al presidente della Repubblica le possibili modifiche al testo approvato dal Senato ma, secondo quanto rivela Repubblica, il capo dello Stato non gli avrebbe dato nessun via libera riservandosi di valutare il testo solo dopo un’eventuale approvazione da parte della Camera. La speranza che il provvedimento sia approvato così come uscito dal Senato (e cioè con una norma transitoria che lo mette al riparo dai processi milanesi), sembra ora una chimera e l’unica via di uscita, al momento, appare il Lodo Alfano costituzionale, per guadagnare tempo e pensare ad una soluzione definitiva.
Ma Berlusconi non vuole negoziare con l’ex compagno di partito e quindi, a sorpresa, potrebbe anche decidere di ritirare la proposta di legge pur di non scendere a compromessi con Fini. Sempre secondo Repubblica, il Cavaliere avrebbe infatti in mano dei sondaggi  abbastanza positivi da non escludere di andare al voto subito, se i numeri gli consentissero di avere una maggioranza certa anche al Senato anche senza i finiani. Un’ipotesi, quella del voto imminente, avvalorata anche dalle parole pronunciate da Massimo D’Alema ieri sera alla festa del Pd di Torino: "E’ probabile che si vada alle elezioni prima del tempo, dobbiamo cercare di vincerle".





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