Politica - 30 Agosto 2010 - 16:02
Gheddafi, nuova lezione di islam
Farefuturo: "L’Italia è diventata la sua Disneyland". Generazione Italia: "Non è un caso che venga a fare qui le sue pagliacciate"



Circa 200 ragazze sono giunte anche oggi all’Accademia Libica per la seconda "lezioni di islam" tenuta dal colonnello Gheddafi, che nel pomeriggio comincerà la sua visita ufficiale in Italia inaugurando, insieme al premier Silvio Berlusconi, una mostra fotografica e dando il via alle celebrazioni per il secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libico.
Anche da destra continuano le polemiche per le esternazioni e il comportamento del leade libico, atterrato solo ieri pomeriggio nella Capitale. ’’Se l’Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica. Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralità nella politica internazionale di un governo, quello berlusconiano, che è progressivamente passato dall’atlantismo all’agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. E visto che Gheddafi paga, le sue diventano anche le ’nostre’ ragioni e la sua politica la ’nostra’’’, si legge sul del periodico online della Fondazione Farefuturo, ritenuta vicine al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Critiche alla visita del leader libico anche da Generazione Italia. "Vi immaginate Gheddafi che va a Parigi o a Berlino e organizza un incontro con 500 hostess per dir loro ’diventate musulmane’? Noi no - scrive il direttore di Generazione Italia Gianmario Mariniello, sul sito dell’associazione finiana -. E non a caso Gheddafi certe pagliacciate, è il termine giusto, le viene a fare a Roma, non a Parigi o a Berlino".
Intanto la sezione italiana di Amnesty International ha scritto una lettera al presidente del consiglio Silvio Berlusconi nella quale si chiede all’Italia di inserire il tema dei diritti umani nell’agenda degli incontri in programma e, più in generale, al centro delle relazioni bilaterali e della cooperazione tra Italia e Libia.




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