Politica - 31 Agosto 2010 - 10:21
Legge elettorale, D’Alema spacca il Pd
L’ex ministro degli Esteri ha rilanciato l’idea del bipolarismo



Massimo D’Alema rilancia la proposta di una riforma elettorale sul modello tedesco. Il presidente di Italianieuropei affronta il tema della crisi della maggioranza e di Berlusconi, spiegando che se ci fossero le elezioni anticipate "ci sarebbe sicuramente una maggioranza larga contro di lui, nel Paese, e il voto assumerebbe la chiara fisionomia di un referendum su Berlusconi, ma con le regole attuali si ripeterebbe la difficoltà di tradurre questa maggioranza elettorale in proposta di governo e in una leadership forte". Per questo D’Alema considera che "quello della legge elettorale è il nodo di fondo, non possiamo rischiare di tornare al voto con questo sistema".
"E’ inutile illudersi, o cercare altre scorciatoie: per uscire dal berlusconismo occorre ripensare le forme del nostro bipolarismo malato". A suo giudizio con il sistema tedesco si potrebbe "convogliare un campo vasto di forze, dall’Udc alla Lega, e creare un assetto tendenzialmente bipolare, anche se non bipartitico, dove si andrebbe alle urne con cinque, massimo sei partiti, con un centro forte che si allea con la sinistra, con la sfiducia costruttiva, con una buona stabilità dei governi, che volendo potremmo persino rafforzare con l’introduzione di una clausola anti-ribaltone".
Coro di no all’ipotesi di D’Alema da parte della maggioranza e dell’opposizione. "Si vuole smontare il premio di maggioranza e andare al sistema tedesco per far si che siano i partiti dopo il voto, e non gli elettori con il voto, a stabilire chi deve governare. Su questo piano certamente D’Alema è all’altezza della sua fama", ha detto il coordinatore del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Per Rosy Bindi, presidente dell’assemblea nazionale del Pd, non si può battere il berlusconismo tornando alla politica delle mani libere. "Sulla modifica della legge elettorale sarebbe auspicabile trovare una larga intesa, un accordo con tutti anche con questa maggioranza, vittima anch’essa del parcellum. Ma visto che non e’ possibile, il Pd deve lavorare a costruire una maggioranza partendo da una proposta che sia tra di noi condivisa, che indichi i punti per noi irrinunciabili, pronti comunque alle necessarie mediazioni".




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