Sport - 26 Agosto 2010 - 09:46
Doping, sospetti su Francia ’98
Gli esami del sangue hanno rivelato anomalie in diversi giocatori della nazionale, spiega in un libro l’ex medico dei bleus Jean-Pierre Paclet



L’ombra del doping avvolge la Francia campione del mondo ai Mondiali del 1998. E’ la rivelazione choc contenuta nel libro "L’implosion", scritto dall’ex medico della nazionale francese di calcio Jean-Pierre Paclet, in uscita oggi. Responsabile del settore medico della nazionale maggiore tra il 2004 e il 2008 e di quella giovanile tra il 1992 e il 2004, Paclet ha deciso di "lasciar parlare il cuore" dopo il clamoroso fiasco dei bleus ai recenti Mondiali sudafricani, chiusi con la disonorevole eliminazione al primo turno.
Nei test effettuati prima del Mondiale, nel ritiro in Italia, "i giocatori presentavano tassi di ematocrito oltre la media. Ma dicendo questo non voglio gettare discredito sulla vittoria della Francia. Sono sorpreso solo del fatto che i media si siano accorti tardi di queste cose. Solo L’Equipe aveva tirato fuori questa storia", ha spiegato il medico sportivo.
Tra i giocatori a cui Paclet fa soprattutto riferimento ci sono Zidane e Deschamps, allora in forza alla Juventus, nel periodo che finirà, dopo le accuse di Zeman, nel mirino del procuratore Guariniello, con tanto di processo e due sentenze: entrambe le volte viene assolto l’allora ad Giraudo, il medico Agricola solo alla seconda. "Il mio collega è stato condannato prima di essere assolto - ricorda Paclet a proposito di Agricola -. E’ risaputo che c’erano della pratiche limite alla Juventus. E chi ha testimoniato al processo? Zidane e Deschamps. Se la giustizia ti chiama a testimoniare, è perchè crede che tu sappia qualcosa. Non sto dicendo che erano i responsabili ma che erano esposti alle attività della Juventus".
Poi spunta fuori anche il caso di Patrick Vieira agli Europei del 2008. "Non poteva essere convocato, era evidente che non fosse nelle condizioni per giocare, ma Domenech non ebbe il coraggio di escluderlo", racconta Paclet. "Vieira sperava di guarire durante il torneo, andava a caccia di rimedi miracolosi. Gli hanno proposto di sottoporsi ad un trattamento terapeutico la cui commercializzazione è vietata in Francia. Un fatto che io ritengo deontologicamente inaccettabile. Sono intervenuto e mi sono opposto, non potevo tollerare un simile comportamento". Un’alzata di testa che è costata il posto al medico della Nazionale, silurato proprio da Domenech. "Dopo gli Europei la federazione voleva prendere Didier Deschamps. Ma Domenech ha accettato di modificare la composizione del suo staff e guarda caso si è deciso di cambiare il medico. E il ct non mi ha difeso", accusa.





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