Cinema - 11 Marzo 2010 - 12:38
Addio a Corey Haim
L’attore, a soli 38 anni, è scomparso per overdose



di CLAUDIA COSTA. Simbolo degli anni 80’ e protagonista di molte serie cult di quegli anni, Corey Haim, si è spento nella sua casa di Burbank in California, così come dichiarato dalla polizia. La causa sarebbe quella di un’overdose. Al momento della morte, avvenuta intorno alle tre del mattino, anche la madre era al fianco dell’attore, che portato d’urgenza al St. Joseph Medical Center di Burbank, è deceduto senza possibilità di intervento da parte dei medici, che ne hanno potuto soltanto constatare la morte.
Corey Haim, nato in California nel 1971, era diventato celebre negli anni 80’ per le sue interpretazioni in numerosi teen-movies, tra cui Unico indizio la luna piena, tratto da un romanzo di Stephen King, Lucas, film horror vampiresco, Ragazzi perduti e Licenza di guida. In breve era diventato l’idolo dei giovani, ma come tutti i momenti di gloria, anche il
suo era destinato a finire. Negli anni ’90 aveva cercato di riportare alla ribalta la sua immagine, girando il sequel di Ragazzi Perduti, per cui aveva implorato di essere scritturato. Al momento della sua morte erano diversi i progetti in cantiere, tra cui alcuni già ultimati, come New terminal Hotel e American sunset. Questa, l’ennesima morte che coinvolge una star americana, che sia disperazione per la perduta fama o difficoltà del momento, sempre più spesso si sentono notizie del genere, che mettono in luce un grande problema di questo millennio: la smania di esserci, per sentire di esistere. Lo star system impone volti sempre nuovi o capacità spiccate per resistere al tempo, chi non le ha deve fare i conti con la perdita del proprio successo e della propria visibilità. C’è chi sa reinventarsi e chi non riesce a
farlo e si butta a capofitto in palliativi tutt’altro che utili come la droga. Basterebbe, forse, un po’ di buonsenso in più e una maggiore autostima, che venga da sé stessi e non dall’esterno. Ma nessuno vuole ergersi a giudice o psicanalista e non ci resta quindi, che piangere in silenzio per un finale che poteva essere evitato.





Created by Kalleido.it