Costume - 12 Agosto 2010 - 10:19
Giardini, le metropoli diventano green
Orti e parchi urbani si moltiplicano sui tetti e tra i palazzi di tutto il mondo



di CONCETTA RUOTOLO. Le metropoli affascinano per la loro energia, le opportunità offerte, il brulicare di persone, tutte prese dalle loro vite, tutte con una storia da raccontare. Una grande città ben organizzata dà quasi l’illusione di poter gestire il tempo a proprio piacimento, grazie ai tanti servizi che si traducono spesso in comodità e praticità. Il risvolto della medaglia, però, c’è eccome… le metropoli restano croce e delizia dei giorni nostri perchè laddove si trovano mezzi e stratagemmi utili per affrontare al meglio gli impegni quotidiani, nasce anche lo stress che da tali impegni inevitabilmente scaturisce. Ecco, allora, che la città inizia a stare stretta e sembra di non poter respirare, soffocati dalla folla e dal grigio dell’asfalto. Si rimpiange quindi la calma e la lentezza della campagna, viva nel ricordo dei più fortunati, conosciuta tramite il racconto evocatore di genitori o nonni da tanti altri. La ricerca del verde diventa così una vera esigenza, che non può più essere soddisfatta dalle poche aiuole o parchi pubblici che, quando si è fortunati, si trovano nei centri cittadini. La corsa alla conquista del verde richiede buone dosi di impegno e creatività. Già, perché, ormai, l’ultima tendenza è quella di “inventare” gli spazi verdi dove non esistono e non si pensava potessero arrivare. E’ questo quello che stanno facendo, ormai da qualche anno, i cittadini delle più grandi ed affollate metropoli. Non più la semplice piantina di geranio piantata sul balcone, ma veri e propri giardini ed orti che crescono sulle terrazze dei condomini più alti del mondo. Riconquistare uno spazio verde proprio dove sembrava impossibile farlo, è una sfida stimolante e divertente. Dedicarsi al giardinaggio aiuta infatti a rilassarsi; farlo senza allontanarsi dalla propria abitazione e senza doversi dedicare ad estesi pezzi terra come può essere necessario, ad esempio, nelle residenze di campagna, fa parte del gioco. Il fenomeno del giardinaggio urbano può essere una buona occasione per riconciliarsi con l’ambiente circostante, ritagliando un angolino per se stessi o, magari, un rifugio da godersi nell’intimità di una ristretta cerchia di amici. Esperienze come quella degli americani – fra i primi ad aver scoperto lo “urban gardening”- insegnano, poi, come questa particolare attività possa diventare nuovo strumento di socializzazione. Spesso, infatti, i giardini urbani vengono gestiti da gruppi più o meno ristretti di persone, vere e proprie comunità che, unite dalla comune passione per il verde, dedicano tempo e cure ad orti, terrazze verdi e giardini verticali. Anche qui in Italia queste zone diventano luoghi di aggregazione per “fasce deboli” della popolazione come pensionati ed invalidi, che trovano così un nuovo modo per socializzare ed impiegare le tante ore libere di cui dispongono; bambini e ragazzi, attraverso delle visite guidate, possono poi riscoprire o addirittura scoprire una natura conosciuta quasi esclusivamente attraverso la televisione o i libri di scuola. Altro punto di forza di questi progetti è la possibilità di creare degli orti in cui reperire prodotti agricoli sani per migliorare la propria alimentazione. Queste aree strappate al cemento diventano inoltre nuovi polmoni verdi per le città, sempre cariche di smog ed agenti inquinanti. Lo sanno bene gli abitanti di New York, una delle città in cui ha avuto maggior successo la moda dei giardini urbani. Qui la ricerca di zone verdi è spesso legata al recupero di aree abbandonate. Ne è un esempio il parco della High Line, vecchia linea ferroviaria sopraelevata, una tratta di storica importanza, su cui un tempo viaggiavano le merci dirette al porto di Manhattan. Abitanti della zona, personaggi dello spettacolo ed esponenti dell’ambiente politico si sono battuti per difendere questo affascinante pezzo di storia del quartiere newyorchese ed un brillante progetto di riqualificazione urbana, che ha coinvolto architetti e designers internazionali, ha trasformato i binari destinati alla demolizione in un’area verde che ora è l’orgoglio della zona. Questo parco sopraelevato e pieno di colori e profumi è diventato una grande attrattiva; al suo interno è possibile rilassarsi godendosi il particolare panorama o partecipare ad uno dei tanti corsi e delle tante attività che vi si organizzano. Questo dell’High Line è uno dei migliori esempi esistenti di recupero di un territorio abbandonato e mostra le tante potenzialità del giardinaggio urbano, capace di superare limiti e barriere, migliorando la vita metropolitana.




Created by Kalleido.it