Costume - 07 Luglio 2010 - 07:36
In Italia più bimbi, meno verde
Diffuso il rapporto Osservasalute sulle Aree Metropolitane



di CONCETTA RUOTOLO. In tempi di crisi, una delle paure maggiori è quella di non riuscire a trovare i mezzi necessari per far vivere la propria famiglia con dignità. Ed è questo uno dei motivi per cui molti giovani, vessati dal problema della disoccupazione, dai prezzi inaccessibili delle case e dal senso di precarietà, rinunciano al progetto di creare una nuova famiglia. Queste paure, purtroppo, trovano spesso riscontro in dati concreti. Ultimamente, però, sembra che, almeno in Italia, ci sia stato qualche piccolo segnale di ripresa. Lo conferma il nuovo Rapporto Osservasalute Aree Metropolitane, che ha monitorato 15 città italiane(Torino, Milano, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania e Cagliari) per rilevarne informazioni sullo stato di salute e stile di vita. Lo studio ha messo in evidenza che il tasso di fecondità totale, pur restando inferiore al livello di sostituzione che garantisce il ricambio generazionale, si è alzato ed è stato possibile calcolare che, tra il 2001 ed il 2005, sono nati quasi due bambini per donna. La ripresa, secondo gli esperti che hanno seguito l’indagine, sembra sia legata all’aumento di gravidanze in età adulta. L’età madia delle partorienti è infatti cresciuta e si aggira attorno ai 31 anni. Le città in cui nascono più bambini sono Napoli e Palermo; nella capitale partenopea le neo-mamme sono generalmente più giovani (età media 29,6 anni), mentre a Trieste, Genova e Roma la maternità non arriva prima dei 32,3 anni. Napoli è poi una delle città più giovani di Italia, con una percentuale più bassa, rispetto al resto del paese, di abitanti over 65. La brutta notizia, invece, è che è aumentato il tasso di mortalità e a Napoli tocca lo sfortunato primato. Firenze, invece, è la città in cui si vive più a lungo. Il Rapporto ha anche confermato un altro preoccupante dato: quello della progressiva scomparsa delle zone verdi all’interno delle nostre città. Perfino Roma che, con i suoi 131,7 metri quadri di spazio verde disponibile per abitante, supera la media nazionale, ha registrato una lieve diminuzione delle aree disponibili, pur restando la città più verde d’Italia. Chissà se questa mancanza di verde non sia uno dei motivi per cui ci ammaliamo sempre di più: in tutto il paese sono infatti aumentati  i ricoveri ospedalieri in Day Hospital, soprattutto al Sud, dove però restano alte anche le cifre riguardanti i ricoveri in regime ordinario. Il numero di posti letto a disposizione negli ospedali è più o meno lo stesso in tutta Italia, mentre non sono ben distribuiti i tanti medici ed infermieri che operano sul nostro territorio. Se a Trieste ci sono circa 11,13 medici per ogni 10.000 abitanti, a Roma ce ne saranno 32,27; stesso discorso per gli infermieri: a Venezia sono 33,15 per ogni 10.000 abitanti contro i 68,73 di Bologna. Dal Rapporto Osservasalute, insomma, emerge un quadro non allarmante, ma che tuttavia dovrebbe far riflettere un pò: nel nostro Paese le nascite sono in lieve aumento, ma purtroppo si muore di più rispetto a qualche anno fa e, in alcuni casi, nelle nostre inquinatissime città è quasi più facile trovare un posto letto in ospedale che una panchina in un bel parco verde. Se è vero, però, che dagli errori si impara, c’è da augurarsi che i resoconti dei prossimi anni mostrino un’inversione di tendenza e la rottura dei trend negativi che paralizzano la nostra bella Italia.




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