Costume - 22 Marzo 2010 - 13:16
New York, all’asta il diamante maledetto
Si parte da una base di vendita di un milione di euro per la pietra che ha la fama di portare sfortuna a chi l’ha posseduta



Trentanove carati e una base di vendita di un milione di euro: sono questi i numeri dello splendido diamante di Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Messico dal 1864 al 1867, che sarà messo all’asta da Christie’s a New York il 22 aprile. Il diamante è entrato subito nella leggenda come la "pietra maledetta", portatrice di mala sorte per il destino che ha segnato i pochissimi che hanno avuto il privilegio di possederla. La sua cattiva fama del diamante ha inizio all’alba del 19 giugno del 1867 quando, come riferiscono le cronache dell’epoca, tre carrozze, precedute da una ventina di soldati a cavallo, si fermano davanti alla porta del convento dei Cappuccini di Queretaro, per prelevare l’arciduca Massimiliano d’Austria: tradito e abbandonato dai suoi generali, poco dopo affronterà eroicamente il plotone d’esecuzione dell’esercito repubblicano di Benito Juarez. Il diamante, grande come una castagna, venne trovato rinchiuso in un sacchetto che l’imperatore porta appeso al collo e venne restituito alla famiglia nel 1868, insieme al corpo imbalsamato dell’imperatore, ma la sua vedova, Carlotta, non lo indossò mai: suo fratello, re Leopoldo II, decise di venderlo ad un collezionista di Chicago. Nel 1982 il diamante cambiò proprietario: più tardi si sarebbe scoperto che il misterioso acquirente, rimasto a lungo anonimo, fu il dittatore filippino Ferdinando Marcos che lo regalò alla moglie Imelda. Per la pietra ricominciò così una nuova era di sangue e rivoluzione. E’ il 1986 quando Marcos e la famiglia sono costretti ad abbandonare il Paese per l’esilio e ad affrontare un processo per storno di fondi dagli Stati Uniti.





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