Costume - 17 Agosto 2010 - 09:46
Zero in condotta per i moderni supereroi
Abbandonato il loro travestimento, gli eroi di oggi non sono diligenti e composti come quelli di qualche tempo fa e rappresentano dei modelli negativi per chi li segue



di CONCETTA RUOTOLO. Un po’ tutti ce li immaginiamo forti, imbattibili e, soprattutto, sempre dalla parte giusta… altrimenti, che supereroi sarebbero? Protagonisti di fumetti e serie tv, però, non superano l’esame di alcuni psicologi americani. Gli esperti dell’American Psychological Association(Apa), riunitisi in California per il loro annuale convegno, sono infatti sicuri che questi eroi tutti muscoli e costumi colorati non rappresentino un esempio positivo per chi li guarda. Ad essere bocciati, però, non sono tutti i supereroi indistintamente: quelli moderni risulterebbero più “pericolosi” di chi li ha preceduti. La pecca principale dei moderni eroi? Usano la violenza con troppa disinvoltura. Si tratta di una violenza brutale, quasi fine a se stessa, perché non si insiste più, come succedeva in passato, sulla necessità di usare la forza solo per contrapporsi al male né sull’importanza di agire nel bene dell’intera umanità. Anche una volta conclusa la missione da supereroe, quando ritornano a vestire i panni del loro doppio umano, questi personaggi ostentano una certa violenza ed aggressività nel relazionarsi con l’ambiente esterno. La dottoressa Sharon Lamb ha approfondito l’argomento e, col supporto di alcuni colleghi, ha intervistato ragazzi e bambini dai 4 ai 18 anni. Per capirne di più, la dottoressa Lamb ha anche ascoltato alcuni commercianti, esperti venditori di fumetti o dvd sui moderni supereroi. La psicologa ha concluso che muscoli e superpoteri servono per veicolare un preciso messaggio, anzi, un preciso modello: quello di una mascolinità stereotipata, fatta solo di forza e brutalità. Un esempio a cui si ispirano pericolosamente i più giovani, alla ricerca appunto di una direzione da seguire, di un modo per dare forma alla loro personalità in piena fase di sviluppo. Le icone proposte al pubblico divoratore di queste avventure sono in realtà due, al supereroe si contrappone infatti la “schiappa”. Il messaggio, quindi, è evidente: se non riesci ad emergere, sarai allora destinato al fallimento, ad una vita vissuta passivamente, senza successi né vittorie. Un articolo comparso recentemente sull’inglese ”The Guardian”,  testimonierebbe, in effetti, la tendenza di molti ragazzi a mostrarsi pigri e privi di ambizioni. Intrappolati in una perenne adolescenza, oziosi ed incapaci di reagire alle difficoltà della vita, sempre più giovani falliscono anche negli studi e, successivamente, nel tentativo di cercare un lavoro. L’autore dell’articolo, il giornalista Will Hutton, sottolinea poi come la differenza con le donne, al contrario più forti e determinate, metta ancor più in risalto la “debolezza” dei maschi moderni. Certo, la semplice lettura di un fumetto o anche un bombardamento di film e telefilm sulle avventure dei più duri supereroi non giustificherebbe, da sola, l’eventuale “declino” del genere maschile. Il punto è, però, che lo sforzo di avvicinarsi ad un modello difficile da raggiungere (oltre che di dubbia validità) ha spesso come conseguenza, in caso di fallimento, un drastico cambio di rotta; la scelta più facile è fingere di aver rinunciato ad essere in un determinato modo per mancanza di interesse e non per incapacità di adeguarsi agli standard proposti. Qualche fumetto di troppo non basta però ad influenzare una vita intera. Come sempre, la famiglia gioca un ruolo fondamentale nel processo di crescita e formazione della personalità di un adolescente. Un’altra ricerca, presentata al convegno dell’APA dal dottor Carlos Santos, indaga appunto i meccanismi attraverso cui i più giovani metabolizzano gli ideali di mascolinità loro proposti. Dai dati emersi si evince che sono più influenzabili bambini e ragazzi che non hanno rapporti familiari stabili e sereni. Lo studio spiega, poi, che chi non si lascia influenzare da questi modelli sviluppa relazioni affettive meno problematiche e conflittuali. La capacità di restare indifferenti alla banale mascolinità incarnata dai supereroi sembra scemare nel periodo dell’adolescenza; è allora opportuno giocare d’anticipo ed insegnare da subito ai bambini a non copiare in tutto e per tutto gli amati eroi.  




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