Cronaca - 01 Settembre 2010 - 10:15
Capri, fogna si riversa in mare
Indagati il sindaco dell’isola e l’amministratore unico della Gori, società che gestisce la rete idrico-fognaria



Acque reflue a poca distanza dai famosi faraglioni capresi. A segnalare minacciose tracce di schiuma in mare è stato anche lo stilista Rocco Barocco che possiede una villa proprio a pochi distanza dal depuratore di Capri, sequestrato ieri dai carabinieri del Noe. L’impianto, nonostante sia sotto sequestro, continuerà però a funzionare in attesa di adempiere a una serie di prescrizioni, tra cui l’attivazione di campionatori e misuratori di portata.
L’inchiesta è ancora in fase embrionale anche se l’impianto di Occhio Marino risulterebbe ormai obsoleto garantendo, secondo quanto rivelato da alcuni rilievi, soltanto la depurazione del 20Þlle acque, mentre la restante parte finirebbe nella condotta sottomarina e, di conseguenza in mare, senza essere trattato. Ma ci sarebbero già 2 indagati: il sindaco di Capri, Ciro Lembo e l’amministratore unico della Gori, società che gestisce la rete idrico-fognaria e lo smaltimento delle acque reflue, Giovanni Marati, accusati di abuso d’ufficio, scarico di reflui senza autorizzazione, danneggiamento e deturpamento di bellezze naturali e getto pericoloso di cose. 
Già durante l’estate del 2009 era scoppiato uno scandalo, che ebbe un’eco internazionale, per la scoperta vicino alla Grotta Azzurra, di liquami fognari. Due dipendenti di una ditta di spurgo di pozzi neri, furono sorpresi a sbarazzarsi delle sostanze. Al processo contro i due uomini il Comune di Capri si è costituito parte civile assieme a quello di Anacapri, ottenendo una provvisionale di 100.000 euro.






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