S’impicca Diana Blefari, ex Br
Cronaca - 02 Novembre 2009- 17:08
Per i legali, "sottovalutate le sue patologie"

La neo brigatista Diana Blefari Melazzi, detenuta per l’omicidio del giuslavorista Marco Biagi, si è impiccata nella sua cella del carcere femminile di Rebibbia. La donna è stata trovata con un cappio al collo, ricavato con le lenzuola. Pochi giorni fa la Cassazione aveva confermato il verdetto della Corte d’Assise d’Appello di Bologna dello scorso 9 gennaio, rendendole definitivo l’ergastolo. La neo brigatista, appartenente al gruppo delle Br-Pcc guidato da Nadia Desdemona Lioce e da Mario Galesi, sarebbe stata in procinto di collaborare con la procura di Roma. Proprio ieri pomeriggio era arrivata in carcere la notifica della condanna definitiva all’ergastolo. Intanto la procura di Roma ha disposto l’autopsia e aperto un’inchiesta sul suicidio in carcere.  Per i suoi legali è stata ’’una morte annunciata’’: gli avvocati , infatti, denunciavano da tempo le sue instabili condizioni psichiche. Il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, ha detto che il suicidio della Blefari era prevedibile. "Le mie collaboratrici mi dicevano che era un caso drammatico. Aveva dei problemi psichici, e un comportamento che in carcere preoccupa. Non aveva rapporto né con le altre detenute né con le mie collaboratrici. Avevo segnalato tempo fa questo suo disagio’’. Per il ministro della Giustizia Alfano, tutavia, la donna era in una situazione carceraria compatibile con le sue condizioni psicofisiche, così come stabilito dall’autorità giudiziaria.  Diana Blefari era stata arrestata il 22 dicembre 2003, ricercata da quando venne scoperto il covo di via Montecuccoli a Roma, di cui era intestataria. Cinzia Banelli la indicò fra le staffette che seguirono il professor Biagi la sera dell’omicidio, come ’la compagna Maria’.  In occasione dell’omicidio, aveva noleggiato un furgone e pedinato del professore a Modena. Sul suo portatile fu rivenuto anche il file con la rivendicazione dell’omicidio.


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