Economia - 26 Agosto 2010 - 12:51
Marchionne, a Melfi rispettata legge
Dal palco del meeting di Cl a Rimini, l’ad della Fiat ha definito "innammissibili" gli illeciti e i comportamenti commessi dai tre operai licenziati e poi reintegrati dalla magistratura



A Melfi la Fiat ha rispettato la legge, dando "pieno seguito alla prima pronuncia della magistratura": lo ha detto, dal palco dell meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, che ha definito "innammissibili" gli illeciti e i comportamenti commessi a Melfi, "che sono arrivati anche al sabotaggio", e si è poi augurato che "il secondo grado di giudizio sia meno condizionato" del primo e riconosca le ragioni dell’azienda.
Fiat, ha evidenziato Marchionne, è "l’unica azienda disposta ad investire 20 mld in Italia". Nonostante questo, lamenta il manager, "ho l’impressione che nel nostro Paese questi sforzi non vengano compresi o non vengano apprezzati intenzionalmente". E’ indispensabile capire, secondo Marchionne, che "non siamo più negli anni Sessanta"  e che occorre ’’abbandonare il modello di pensiero’’ che vede una ’’lotta fra capitale e lavoro e fra padroni e operai’’. E’ in atto, spiega, "la contrapposizione fra due modelli, uno che guarda al futuro e uno che difende il passato. Fino a quando non ci lasceremo alle spalle i vecchi schemi non ci sarà spazio per guardare avanti. A volte ho l’impressione che gli sforzi che la Fiat sta facendo per portare avanti l’azienda e pe trasformarsi in un sistema produttivo solido è visto da qualcuno con la lente del passato. Erigere barricate all’interno del sistema non serve. Serve un patto sociale per condividere impegni e sacrifici".
Immediata la replica di uno dei tre operai di Melfi reintegrati dal giudice. "Marchionne - ha commentato Marco Pignatelli - vuol portare avanti il suo disegno di fabbrica, ma non è giusto che si metta in dubbio lo statuto dei lavoratori".





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