Economia - 26 Agosto 2010 - 09:40
Tremonti, rinunciare a diritti lavoro
"Robe come la 626 - il decreto sulla sicurezza sul lavoro - sono un lusso che non possiamo permetterci", ha detto il ministro al meeting di Cl. "Non è il mondo che si può adeguare all’Europa, è l’Europa che si deve adeguare al mondo", rinunciando ai suoi standard elevati di tutela



Se si vogliono "diritti perfetti nella fabbrica ideale" si rischia "di avere diritti perfetti ma di perdere la fabbrica che va da un’altra parte": è l’opinione del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenuto ieri al meeting di Comunione e Liberazione in corso a Rimini. Il riferimento implicito è al confronto con il Lingotto e al caso di Melfi.
"Una certa quantità di diritti - ha sottolineato il ministro - non ce la possiamo più permettere. Non è il mondo che si può adeguare all’Europa, è l’Europa che si deve adeguare al mondo", rinunciando ai suoi standard elevati di tutela dei lavoratori, perchè altrimenti le imprese continueranno a delocalizzare i propri stabilimenti in altri continenti. Tra le "regole inutili" Tremonti sembra considerare anche quelle sulla sicurezza sul lavoro: "robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci". Nell’economia mondiale, "la nostra posizione è critica. Le nostre Pmi hanno una dimensione non adatta alla competizione. Competiamo con giganti non uguali a noi, con economie molto diverse da noi, con una struttura e una storia completamente diverse da quelle europee", ha spiegato il ministro che nel suo intervento non illude il mondo economico italiano. “La ripresa economica si presenta con margini molti ampi di incertezza, di disomogeneità, di discontinuità".  Ci sono così ha aggiunto, "incognite per grandi e piccoli". Ma ora, ha detto ancora, è il momento "di riaprire il cantiere delle riforme e delle cose da fare".




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