Economia - 05 Agosto 2010 - 09:50
Unicredit segue Telecom, 4.700 esuberi
L’obietivo è ridurre i costi di 770 milioni nel triennio 2011-2013



Sindacati in allarme dopo l’annuncio di Unicredit di 4.700 licenziamenti nel triennio 2011-2013, legati all’avvio delle trattative legate al riassetto per la Banca Unica, "per rendere sostenibile la struttura dei costi", che nel triennio dovrebbero essere ridotti di 770 milioni. Lo hanno riferito i vertici del gruppo bancario ai sindacati in un incontro durante il quale è stato presentato il progetto "One 4c" di integrazione della struttura italiana.
Dei 4.700 esuberi "600 lavoratori sono persone che avendo raggiunto i requisiti previdenziali non sono potuti andare in pensione a causa dello slittamento delle finestre di uscita. Gli altri 4.100 sono nuovi esuberi nel perimetro italiano di cui il gruppo ci ha informato questa mattina e che ovviamente, non ci fanno piacere", ha spiegato Franca Dellacasa, segretario nazionale della Fisac-Cgil. "Gli esuberi Unicredit rischiano di rappresentare un fatto drammatico se non affrontati nell’ambito di un piano industriale che dia garanzie per l’occupazione: Profumo non segua i ’cattivi esempi’ come quelli di Fiat, e lavori per rafforzare le relazioni industriali", ha detto il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, che chiede "garanzie per l’occupazione, partendo dal fatto che si puo’ anche ragionare su eventuali uscite per coloro che hanno maturato il diritto alla pensione dando priorità a criteri di volontarietà, e soprattutto concordando con noi del sindacato un piano per l’inserimento al lavoro dei giovani all’insegna del rispetto del contratto nazionale di lavoro e dei diritti".





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