Esteri - 31 Agosto 2010 - 12:29
Insulti alla Bruni, l’Iran si dissocia
Ieri un giornale l’aveva bollata come una "prostituta" che "merita di morire" per il suo sostegno a Sakineh, la donna iraniana che rischia la lapidazione



Il Ministro degli Esteri iraniano ha criticato i media locali per aver apostrofato Carla Bruni come ’’una prostituta’’, dopo che la first lady francese ha espresso il suo supporto per Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. ’’Insultare i funzionari di altri paesi e usare parole indecenti non è permesso dalla Repubblica islamica dell’Iran’’, ha ricordato il portavoce del ministero Ramin Mehmanparast. ’’Non pensiamo che usare parole indecenti e offensive sia una mossa corretta’’.
La first lady francese è una delle celebrità francesi che hanno pubblicato lettere aperte alla Ashtiani, il cui caso ha generato lo sdegno internazionale, richiamando l’attenzione sull’utilizzo della lapidazione come tipologia di pena capitale in Iran. "Perché versare il suo sangue e privare i figli della loro madre?", si leggeva nella lettera della Bruni. "Dal fondo della vostra cella - proseguiva - sappiate che mio marito difenderà la vostra causa senza sosta e che la Francia non vi abbandonerà".  Ieri il quotidiano ’Kahyan’, uno degli organi di stampa più vicino all’establishment della Repubblica Islamica, aveva attaccato la premiere dame, mentre la tv di Stato ’Irib’ l’aveva accusata di "immoralità" per il suo comportamento ritenuto dai vertici di Teheran un’ingerenza negli affari interni della Repubblica Islamica. Ma le polemiche non finiscono qui: oggi la testata filogovernativa è tornata sull’argomento, criticando le "relazioni illecite con varie persone" della Bruni, e imputandole il divorzio del presidente francese Nicolas Sarkozy dalla precedente moglie. "Il passato di Carla Bruni mostra chiaramente la ragione per cui questa donna senza morale sostiene una donna iraniana condannata a morte per aver commesso un adulterio che ha poi portato all’omicidio del marito e, infatti, lei stessa merita di morire", si legge su ’Kayhan’.




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