Esteri - 01 Settembre 2010 - 09:32
Iraq, Obama volta pagina
Gli Stati Uniti hanno speso circa mille miliardi, lasciando sul campo la vita di 4.400 militari



Il presidente degli Stati Uniti, Barack ,ha dichiarato la fine della missione di combattimento americana in Iraq dopo sette anni, rispettanto le promesse fatte nella campagna elettorale del 2008 e consegnando a Baghdad la piena responsabilità della sicurezza nazionale irachena. "Adesso, è tempo di voltar pagina", ha detto Obama dall’Ufficio Ovale, parlando dalla stessa scrivania usata nel 2003 dall’ex presidente George W. Bush per dichiarare l’inizio delle operazioni militari.
Esortando i leader iracheni a formare al più presto un governo, Obama ha ricordato che al momento della sua elezione i militari Usa in Iraq erano 140 mila. ’’Adesso - ha detto - sono diventati meno di 50 mila’’. Il presidente americano ha anche confermato che tutte le truppe statunitensi lasceranno il Paese entro il 2011, mentre il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki ha detto al proprio popolo che il loro paese "adesso è sovrano e indipendente". Ma molti iracheni, che hanno visto morire almeno 100.000 connazionali negli ultimi sette anni, temono il ritiro dei militari americani in un momento di forti tensioni.
Gli Stati Uniti hanno speso circa mille miliardi, lasciando sul campo la vita di 4.400 militari americani. Un recente sondaggio di Cbs News ha rilevato che il 72% della popolazione pensa che la vita di cittadini americani fosse più importante della guerra in Iraq. ’’Abbiamo mandato i nostri uomini e le nostre donne in divisa a fare enormi sacrifici in Iraq ed abbiamo speso vaste risorse in quel Paese in un momento economico difficile sul fronte domestico’’, ha riconosciuto Obama che adesso è intenzionato a concentrarsi sul rilancio dell’economia, "per ridare a milioni di americani che hanno perso il loro lavoro di nuovo un impiego. Per rafforzare la nostra classe media dobbiamo dare a tutti i nostri ragazzi l’educazione che meritano e a tutti i nostri lavoratori le capacità necessarie per competere nella economia globale’’, ha concluso.
   




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