Esteri - 03 Settembre 2010 - 09:13
MO, una pace duratura è possibile
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il leader palestinese Mahmud Abbas hanno deciso di continuare i colloqui di pace il 14 e il 15 settembre. Ma il movimento islamista palestinese Hamas ha promesso di continuare la sua campagna di attentati mortali contro Israele



"Una pace vera, duratura, potrà essere raggiunta solo attraverso concessioni reciproche e dolorose da entrambe le parti". A dichiararlo, in apertura dei negoziati diretti di pace a Washington, è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Washington.
Una richiesta che Abu Mazen ha colto nella sua replica, ribadendo la sua determinazione a porre fine al conflitto mediorientale ed avviare "una nuova era per i popoli israeliano e palestinese che porti pace, giustizia e sicurezza per tutti", ha spiegato il presidente palestinese, che ha quindi condannato gli ultimi episodi di violenza a Ramallah, dove uomini armati hanno aperto il fuoco contro un veicolo ferendo due israeliani. "Non possiamo consentire a nessuno di fare qualcosa che mini la vostra e la nostra sicurezza", ha aggiunto guardando Netanyahu.
Il sostegno ad entrambi arriva dagli Stati Uniti. "Solo voi potete prendere le decisioni necessarie a raggiungere un accordo e garantire un futuro pacifico per il popolo israeliano e palestinese", ha spiegato il segretario di Stato, Hillary Clinton. "Il successo di questi negoziati dipenderà dalla "pazienza, persistenza e leadership", ha poi aggiunto la Clinton, secondo la quale la vera prova di questi negoziati non sarà "il primo giorno, nè l’ultimo". "Saranno tutti quei lunghi giorni nel mezzo"."Se andrete avanti in buona fede, potremo risolvere tutte le questioni essenziali in un anno". Il prossimo round di negoziati si terrà il 14 e 15 settembre nella regione mediorientale, così come ha spiegato il mediatore americano per la regione, George Mitchell.
All’indomani dell’avvio dei colloqui di pace a Washington 13 gruppi di estremisti palestinesi, fra cui le Brigate Ezzedin al Qassam, ala armata di Hamas, minacciano Israele e hanno annunciato ieri sera la creazione di un ’’centro di coordinamento’’ per le loro operazioni contro ’’il nemico sionista’’, proclamando che Israele sarà colpito ’’in ogni luogo e in qualsiasi momento’’. Il portavoce degli estremisti non ha escluso il lancio di razzi contro Tel Aviv. Infine ha ingiunto all’Anp di "cessare gli arresti" di simpatizzanti di Hamas in Cisgiordania.





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