Esteri - 01 Settembre 2010 - 12:04
Mo, Hamas non fermerà processo di pace
A Washington riprendono i colloqui. I leader di Israele e Palestina: "I terroristi non riusciranno a fermare il dialogo"



di DORA PAOLA SPOSATO. Abu Mazen e Benjamin Netanyahu, ma anche il presidente palestinese Mahmoud Abbas, hanno condannato l’attacco terroristico a Hebron in cui sono rimasti uccisi quattro israeliani e da Washington hanno detto che il sangue non fermerà i negoziati. Abu Mazen e Benjamin Netanyahu hanno già incontrato il segretario di Stato Usa Hillary Clinton per preparare l’inizio dei colloqui diretti dopo 20 mesi di stop. Il primo commento che arriva dalla delegazione israeliana arrivata negli Stati Uniti è netto: «Israele non permetterà che l’uccisione di quattro suoi cittadini in Cisgiordania, resti impunita», ma l’accaduto non produce «alcun cambiamento» nell’avvio dei negoziati di pace diretti domani a Washington.Le forze israeliane hanno isolato parte della Cisgiordania e i funzionari della sicurezza palestinese hanno comunicato di aver arrestato circa 50 persone,  tutti sostenitori di Hamas, il movimento islamico che ha rivendicato l’attacco che ha provocato la morte di  4 civili israeliani, tra cui una donna incinta. I soldati israeliani hanno effettuato perquisizioni casa per casa nei villaggi  della zona di Hebron, vicino all’insediamento di Kiryat Arba. Secondo la radio militare israeliana fra gli arrestati è inclusa una figura di spicco di Hamas: lo sceicco Nayef Rajub, che nei giorni scorsi era già stato al centro di un incidente con l’Autorità nazionale palestinese. Nella colonia di Beit Haggai (Hebron) dove abitavano le vittime c’è una atmosfera di grave lutto anche perché gli uccisi (una coppia di quarantenni e due giovani, un uomo e una donna) hanno lasciato complessivamente sette orfani. Ai funerali, che si svolgeranno nella mattinata, presenzierà il presidente della Knesset (Parlamento) Reuven Rivlin, un dirigente del Likud. L’agguato di ieri sera e’ stato rivendicato dalle Brigate al-Qassam, ala militare di Hamas. Il gruppo ha definito il gesto come "una risposta naturale ai crimini dell’occupazione israeliana e dei suoi coloni". Una seconda rivendicazione e’ giunta dalle Brigate di al-Aqsa, vicine a Fatah.  Nel testo, il braccio armato del movimento integralista palestinese rivendica "la piena responsabilità di quest’eroica operazione" contro i coloni. In precedenza, in un comunicato pubblicato a Gaza, la direzione politica di Hamas - che controlla la striscia di Gaza, mentre l’Autorità nazionale palestinese (Anp) è incaricata delle zone autonome della Cisgiordania - aveva elogiato l’attacco.  Il ministro della Difesa dello stato ebraico, Ehud Barak, ha promesso una dura risposta a un attacco a suo giudizio mirato a sabotare i negoziati di pace diretti tra israeliani e palestinesi, la cui ripresa è prevista giovedì a Washington. Non sarà il terrorismo a decidere le frontiere di Israele, ha dichiarato in serata il primo ministro dello stato ebraico, Benjamin Netanyahu, che ha ordinato di perseguire gli assassini dei quattro israeliani uccisi "senza alcuna restrizione diplomatica". Lo ha indicato il suo ufficio mentre arrivava a Washington, per riprendere il dialogo di pace con i palestinesi. Oggi il Capo di Stato Maggiore israeliano ha dichiarato “’Siamo operativi su più livelli da quando l’evento ha avuto luogo, e continueremo ad operare fino a quando non fermeremo i terroristi’. L’IDF (Israel Defence Forces,) insieme al resto degli apparati di sicurezza israeliani, e’ in funzione, e continuerà ad esserlo fino a quando non cattureremo gli assassini responsabili di questo attacco’’, ha aggiunto. Il capo dello stato israeliano, Shimon Peres ha duramente condannato l’attacco ai coloni, ribadendo che ’’Con i terroristi non è possibile negoziare’’, ma invece ’’occorre trattare con quanti si oppongono al terrorismo e vogliono la pace’’, riferendosi alla delegazione guidata dal presidente dell’Anp Abu Mazen che domani, a Washington, avvierà i negoziati con Netanyahu. In segno di protesta contro l’attacco, i coloni israeliani hanno annunciato che violeranno il congelamento degli insediamenti deciso dal governo. Israele aveva imposto un congelamento di dieci mesi allo scopo di far ripartire nella direzione giusta le trattative con i palestinesi. La moratoria scade il 26 settembre e i palestinesi hanno detto che si ritireranno dai negoziati se la direttiva non verrà estesa. E un invito a mantenere i nervi saldi e a non lasciarsi andare a ritorsioni è stato lanciato ai coloni dal ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, che ha affermato che nel contesto di un accordo definitivo sarà necessario spartire la città di Gerusalemme secondo linee di carattere demografico: "Gerusalemme Ovest nonchè 12 rioni ebraici edificati a Est dove abitano 200 mila ebrei - ha detto Barak - saranno nostri. I rioni arabi di Gerusalemme Est, dove vivono quasi 250 mila palestinesi, saranno loro. Per la Città Vecchia, il Monte degli Ulivi (dove si stende un vasto cimitero ebraico) e la Città di Davide (il rione palestinese di Silwan) sarà necessario definire uno statuto speciale e accorgimenti concordati".
 




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