Esteri - 10 Settembre 2010 - 00:21
Uccidevano per gioco, incriminati
Afghanistan, 5 soldati Usa rischiano la pena di morte



Cinque soldati Usa che hanno svolto servizio in Afghanistan sono accusati di aver assassinato tre afghani e di aver tagliato loro dita e altre parti del corpo per tenersele come ’trofei’. Adesso rischiano la pena di morte, mentre altri sette colleghi potrebbero essere condannati per avere ’coperto’ gli omicidi e avere picchiato una recluta che avrebbe voluto sporgere denuncia.
Il primo obiettivo dei soldati sarebbe stato Gul Mudin, ferito in gennaio con una granata e finito a fucilate in un campo di papaveri vicino al villaggio di La Mohammed Kalay. La seconda vittima, Marach Agha, fu ucciso il mese successivo. In maggio toccò a Mullah Adahdad. Secondo l’Army Times, almeno un soldato aveva collezionato dita dei morti come «ricordo» e alcuni di loro si fecero fotografare con i cadaveri. L’episodio rischia di creare un nuovo, grande scandalo, attorno all’esercito statunitense. Secondo quanto riferisce il Guardian, che riprende un articolo dell’Army Times, quello commesso dai cinque militari sarebbe il più grave tra i crimini di guerra commessi durante il conflitto in Afghanistan.




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