Eventi - 20 Giugno 2010 - 11:17
C?era una volta la città dei matti
"Impazzire si può" è il primo Forum sulla Salute Mentale, a Trieste dal 21 al 24 giugno



di ANNA DE IANNI. Impazzire si può. Ancora oggi, ancora per molti. Per poterne discutere, per esaminarne le condizioni attuali e le possibili evoluzioni, ecco che nasce il primo convengo sulla Salute Mentale, ospitato a Trieste dal 21 al 24 giugno. Ideato, organizzato e realizzato interamente da persone che hanno avuto esperienza di malattie mentali, il Forum di Salute Mentale porta in campo la “follia” per raccontarla e per indicarne le buone pratiche per l’emancipazione dei soggetti coinvolti. A cinquant’anni dall’Assemblea di Gorizia, quando Franco Basaglia riuscì a dare voce ai malati mentali restituendoli a quella società che li aveva emarginati, il convegno propone una nuova rivoluzione che poggia su un percorso oramai avviato, ma di difficile presa per il folto pubblico di “persone normali”. La malattia mentale esiste e può portare anche alla morte a causa del ricorso alla contenzione nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc), come pare sia accaduto a Franco Mastrogiovanni, un maestro ricoverato nella provincia di Salerno e deceduto nell’agosto del 2009. Dati allarmanti confermati dal Forum: nel 2005, nel corso della ricerca “Progress Acuti”, 200 Spdc dichiarano di fare ricorso alla contenzione e di usare un camerino di isolamento, solo 85 diversamente affermano di non averne fatto ricorso e di operare con le porte aperte. Dati che allarmano ancor più quando un’esperta come Giovanna Del Giudice, portavoce nazionale del Forum della Salute Mentale, commenta l’esito delle statistiche affermando che “anche il ricorso eccezionale e sporadico alla contenzione fisica riconsegna la sofferenza psichica al terreno dell’incomprensibilità, produce oggettivazione e negazione del soggetto”. Se le cose stanno in questi termini, il Forum sceglie allora come suo slogan “Impazzire si può, guarire si può”. Sono il 25% i casi di guarigione completa da problemi gravi come la schizofrenia, il 40-50% i casi di guarigione sociale, ovvero di compatibilità del disturbo con il ruolo sociale e familiare del soggetto coinvolto. Guarire è, quindi, possibile. È sufficiente avere strutture adeguate, che seguano adeguatamente il percorso di guarigione del paziente. Non altrettanto confortanti sono, però, i dati relativi allo stato o anche solo alla presenza di tali strutture. Dei 190 Dipartimenti di Salute Pubblica diffusi sul territorio nazionale, ben 77, ovvero il 41%, servono per una popolazione tra i 100 e i 250 mila abitanti, mentre in altri 68, che corrispondono al 36%, il bacino di utenza è tra i 250 e 500 mila abitanti. Ancor più netta, poi, la disparità tra Nord e Sud quanto a presenza di Dipartimenti di Salute Mentale (sono solo quattro - dicono i più recenti dati Istat e ISS - le strutture presenti nel Sud d’Italia ad avere un bacino d’utenza di circa un milione di persone). Al convegno saranno presenti l’attore Fabrizio Gifuni (che ha interpretato Basaglia nella fiction “C’era una volta la città dei matti”), che vestirà i panni di testimonial dell’evento, la scrittrice Dacia Maraini, il conduttore radiofonico Massimo Cirri con un’edizione speciale del programma da lui ideato Caterpillar, e una rappresenta di giornalisti ed esperti di comunicazione - tra gli altri Peppe Giulietti, Kenka Lekovich, Iva Testa, Gabriella Ziani, Massimo Cirri, Carla Toffoletti, Pier Aldo Rovatti - che presenzieranno al varo della Carta di Trieste, primo codice etico giornalistico per il trattamento di tematiche relative alla salute mentale o il coinvolgimento di soggetti affetti da tali patologie.     




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