Eventi - 25 Maggio 2010 - 10:00
Un pezzo d’arte nella provincia francese
Inaugurazione del nuovo centro Pompidou di Metz



di ANNA DE IANNI. A più di trent’anni dalla sua nascita, il Centre Pompidou di Parigi ritorna al centro dell’attenzione culturale mondiale con l’inaugurazione di una nuova sede nella capitale della Lorena. Metz, cittadina del nord-est della Francia, ospiterà la nuova istituzione culturale diretta da Laurent Le Bon, già capo curatore del Musée National d’Art Moderne del Centre Pompidou. Seguendo le orme di altri colossi dell’arte, il Centre Pompidou intende avviare un decentramento del patrimonio artistico francese, attualmente concentrato nella capitale parigina, così da rivalutare realtà cittadine più piccole e che di rado sono al centro della vita culturale del paese. Frutto dell’accordo tra il Centre Pompidou e l’Agglomération de Metz Métropole, questo nuovo centro rappresenta il primo esperimento di decentralizzazione culturale in Francia organizzata da un’istituzione nazionale. Come ha già fatto il Guggenheim con Bilbao, così ora intende fare il Pompidou con Metz dando una spinta all’espansione economica, urbana e culturale della città. La nascita del nuovo centro è stata festeggiata con l’esposizione inaugurale dal titolo  “Chefs d’oeuvre” - aperta il 12 maggio e che è possibile visitare fino al 25 ottobre. L’inaugurazione, come la mostra che la ha accompagnata, è stato l’espediente per riflettere sul concetto di capolavoro, riflessione da cui scaturiscono alcune domande: “La nozione di masterpiece è oggi ancora rilevante? Chi decide cos’è e cosa non è un capolavoro e, una volta deciso,  lo rimane per sempre?”. Il compito di rispondere a tali quesiti è stato, poi, affidato alle opere degli artisti in mostra al Centre Metz-Pompidou. Da Picasso a Pollock, da Gursky alla Bourgeois. Ma ciò che ha più allertato l’interesse dei visitatori è stata l’architettura, esuberante e fantasiosa, della struttura, che sorge nel distretto dell’Amphithéatre, in un’area di 50 ettari che ospita già il Palazzo Les Arenes e il Parc de la Seille, proseguendo l’espansione della città di Mertz. Straordinario oltre il valore artistico dell’opera, realizzata dal giapponese Shigeru Ban e dal francese Jean de Gastines, anche il costo dell’operazione, che si aggira intorno ai 69 milioni di Euro, di cui 52 milioni circa solo per i lavori di costruzione dell’edificio. Tutto ciò grazie ai finanziamenti provenienti dalla Communauté d’Agglomération de Metz Métropole - il maggior finanziatore del progetto -, dallo Stato (4 milioni di Euro), dall’Unione Europea (2 milioni di Euro), dal Consiglio Regionale della Lorena (10 milioni di Euro), dal Consiglio Generale della Mosella (10 milioni di Euro) e dal Comune di Metz (0,7 milioni di Euro). Uno spazio impressionante di 10.700 metri quadrati - di cui solo 5 mila dedicati alle mostre – che ha la forma di un copricapo tradizionale cinese, ricoperto da un’elegante membrana trasparente. A caratterizzare l’architettura è proprio il tetto a forma di cappello, realizzato con diversi materiali dal legno a forma di maglia al teflon al policarbonato. L’edificio si presenta come un’imponente struttura a base esagonale attraversata da tre gallerie e si sviluppa intorno a una guglia centrale che raggiunge un’altezza di 77 metri, in omaggio alla data di creazione del centro parigino nel cuore di Marais. Ora c’è solo da augurarsi che il Centre Metz-Pompidou abbia lo stesso successo del centro madre George Pompidou, che, grazie alla sua rivoluzionaria architettura progettata da Renzo Piano e da Richard Rogers, ebbe la caparbietà di imporsi, fin dall’inaugurazione del 1977, come l’istituzione culturale più frequentata in Francia insieme al Louvre e come un centro di scambio interdisciplinare e di sperimentazione.





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