Musica - 03 Settembre 2010 - 09:58
Morgan, la droga non c’entra con esilio
Secondo il cantante, la sua cacciata dalla Rai è dovuta al fatto di avere firmato il ’Manifesto dei Concordi’



’’Ero libero e il pubblico stava con me: finché mi hanno cacciato. Se non era la droga, avrebbero trovato un altro motivo’’. Non ha dubbi Morgan, l’ex giudice di ’X Factor’, che in un’intervista all’Espresso in edicola domani, parla della sua esclusione da Sanremo, definita una ’’pulizia’’ e attribuita anche al fatto di avere firmato il ’Manifesto dei Concordi’ con Margherita Hack, Stefano Bonaga e Mimmo Calopresti.
’’Nella famosa intervista a ’Max’ - concessa a Natale e pubblicata a febbraio, spiega il cantante - ho ripetuto cose che avevo in parte già detto. Nulla di scandaloso". Inoltre, continua ancora Morgan, ’’avevo firmato il ’Manifesto dei Concordi’ con Margherita Hack, Mimmo Calopresti e Stefano Bonaga. Dice cose forti, che pochi in Italia oggi hanno le palle di dire. E io da quel momento sono in esilio. Creda a me: la droga è un problema, ma è stato usato a pretesto. Se non era quello, era un’altra cosa’’.
Morgan, che partecipò a una puntata di ’Porta a Porta’ per scusarsi, ha detto di essere andato da Bruno Vespa ’’perché mi hanno promesso, veramente, che se l’avessi fatto sarei tornato a Sanremo. Proprio così: tu vieni qua, che poi vai a Sanremo’’. E annuncia di raccontare tutta la sua verità in un fumetto che uscirà a Natale De Agostini, con Morgan protagonista. ’’Si intitola ’Le macchine molecolari’. Ecco - conclude - lì ci sarà questa mia storia’’.





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