Politica - 10 Settembre 2010 - 00:56
Andreotti, Ambrosoli se l’è cercata
Bufera per le parole del senatore a vita



"Se l’andava cercando". Per questo commento su Giorgio Ambrosoli, registrato durante l’intervista a Giovanni Minoli per una puntata di "La storia siamo noi", il senatore a vita Giulio Andreotti è nella bufera. L’avvocato Ambrosoli, liquidatore della Banca privata di Michele Sindona, fu ucciso l’11 luglio 1979 da un sicario. Per quell’omicidio Sindona fu condannato all’ergastolo due giorni prima di morire avvelenato in carcere. "Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici - risponde il senatore a vita alla domanda sul perché Ambrosoli fu ucciso -. Certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando".
Dure le reazioni politiche: Sonia Alfano dell’Idv ha chiesto addirittura al presidente della Repubblica "la revoca a Giulio Andreotti del mandato vitalizio di senatore, essendo certo che egli ha accertate qualità criminali ma non gli ’altissimi meriti’ nel campo sociale, previsti dall’articolo 59 della Costituzione". Alla fine Andreotti non si è scusato ma si è giustificato spiegando di essere stato vittima di un "grave fraintendimento". "Sono molto dispiaciuto - spiega in una nota - che una mia espressione in gergo romanesco abbia causato un grave fraintendimento sulle mie valutazioni delle tragiche circostanze della morte del dottor Ambrosoli". Con quel "se l’andava cercando", aggiunge Andreotti, "intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto con il difficile incarico assunto".




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