Politica - 26 Agosto 2010 - 00:01
Bossi, niente voto e stop all’Udc
Resta però aperta la questione dei finiani e a metà settembre si verificheranno i numeri sui cinque punti programmatici definiti dal Pdl



Avanti così per realizzare il programma di governo, senza ricorso alle urne e senza Udc. Al termine del vertice con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a villa Campari sul lago Maggiore, il leader della Lega, Umberto Bossi, chiude definitivamente le porte ai centristi di Casini. "Al momento niente elezioni", dice il Senatur.
Resta però aperta la questione dei finiani e a metà settembre si verificheranno i numeri sui cinque punti programmatici definiti dal Pdl, senza escludere nei fatti possibili convergenze sui provvedimenti non soltanto dei centristi, ma anche dell’Api di Rutelli.
Le parole pronunciate da Umberto Bossi dopo il vertice con Silvio Berlusconi piacciono però al capogruppo di Fli Italo Bocchino. "Condividiamo le parole di Bossi, non c’è ragione di andare a elezioni anticipate. Dopo la costituzione dei gruppi di Fli la maggioranza è rimasta invariata, quindi, non occorre andare alle urne". Bocchino però ribadisce: "Su quei provvedimenti che non fanno parte del programma non siamo disposti ad accettare aut-aut, ma siamo pronti a discutere e a confrontarci". Di sicuro, avverte, sarebbe "velleitario pensare di sostituire Fini con Casini, anche perché va contro la volontà degli elettori".





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