Politica - 24 Agosto 2010 - 09:43
Scontro Lega-Udc, Berlusconi tratta
Per Bossi, aprire la prota a Casini "significherebbe arrivare al governo tecnico, un governo che sopravvive e tira a campare invece di fare le riforme"



"Casini è quel che rimane dei democristiani, di quei furfanti e farabutti che tradivano il Nord. Aprire le porte a lui significherebbe arrivare al governo tecnico, un governo che sopravvive e tira a campare invece di fare le riforme. E la sinistra cambierebbe la legge elettorale convinta che in questo modo potrebbe vincere. Invece i governi li fa la gente". E’ partito ieri sera l’affondo di Umberto Bossi all’ex alleato, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini.
Le parole di Bossi hanno finito per indispettire anche Berlusconi che, in vista del vertice di domani a Villa Campari sul lago Maggiore, ha rivendicato il suo ruolo nella coalizione: "Bossi è un grande comunicatore, gli piace fare la voce grossa. Ma il leader sono io". Prima dello stop del Senatur, gli uomini del premier erano infatti convinti di essere arrivati "a un passo" dall’accordo con Casini. Anche sfruttando la crescente rivalità tra l’Udc e il nuovo gruppo finiano. Nell’ultima telefonata con Casini, Berlusconi ha cessato quindi di proporre all’Udc di prendere il posto dei finiani nella coalizione, limitandosi a suggerire ai centristi di "dare un aiuto" soprattutto in quelle votazioni sulla giustizia che s’annunciano problematiche a causa dei distinguo di Fli: processo breve e smaltimento delle cause civili pendenti.




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